2. Diritti, donne, politica (Debora e Francesca)

Cosa resta della sinistra in un mondo globalizzato

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E’ il sottotitolo del libro “Post sinistra” che lo storico e sociologo Marco Revelli ha presentato a Genova al Teatro Modena il 28 aprile scorso.

Partendo da una rilettura dei teorici della fine della destra e della sinistra (distinzione che si radica nel settecento francese e nella nascita del moderno in politica) a partire da una medesima idea di progresso economico e tecnico, produttore di diseguaglianze e denunciando l’assenza di uno scenario politico di sinistra, Revelli approda alla conclusione del venir meno del concetto stesso di politica come possibilità di costruire autonomamente un ordine che si ritiene giusto (nello specifico della sinistra ordine inteso come uguaglianza, giustizia sociale, emancipazione) e della presenza, invece,  di un “pilota automatico” come metodo attuale di gestione politica incentrato sulla canalizzazione dell’azione politica entro gli schemi del modello neoliberista. Nonostante una configurazione politica europea  fatta di larghe intese (cinque guidate dal centro sinistra e cinque guidate dal centro destra) e famiglie politiche (nazionalisti e socialdemocratici – socialisti), Revelli illustra un quadro di recessione nell’esercizio della sovranità, che ha come causa, da un alto, la rottura del meccanismo di rappresentanza e dall’altro la definizione delle linee fondamentali della politica da parte dei mercati e di altri centri decisionali, al di fuori comunque dello spazio della cittadinanza.

Francesca

Anniversario inizio genocidio del Rwanda

6 aprile 1994: inizio del genocidio del Rwanda

“Non provo più odio per chi ha ucciso la mia famiglia, voglio portare la vita a chi
mi ascolta e chiedo di fare altrettanto ogni giorno perché solo così si rende davvero giustizia a chi è morto senza alcuna colpa”. (Yolande Mukagasana).
_Il 6 aprile del 1994 ebbe inizio il genocidio del Rwuanda. 100 giorni e un mare infinito di vittime.
La casa editrice La meridiana ha fatto conoscere in Italia Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio, pubblicando i suoi libri: La morte non mi ha voluta, Un giorno vivrò anch’io. Il genocidio raccontato ai giovani, Le ferite del silenzio. Testimonianze dal genocidio del Rwuanda.
Da alcuni anni Yolande è tornata in Rwuanda, invitata dal Governo per costruire Il Giardino della pace, luogo della memoria e della riconciliazione tra chi è rimasto e tra i figli nati dal genocidio: figli spesso di donne violentate e abusate dai loro aguzzini.
A 10 anni dal genocidio, Yolande, accompagnata dal fotografo Alain Kazinierakis, tornò in Rwuanda e intervistò alcune vittime e alcuni carnefici. Le foto di ognuno accompagnano la testimonianza.
Come scrisse Yolande: “Dietro il silenzio delle vittime si nasconde la paura. Dietro i loro sguardi si nasconde la sofferenza quotidiana. Dietro questo silenzio si nasconde il dolore di ogni singola persona.
Dietro il silenzio dei carnefici si nasconde la paura, diversa da quella che provano le vittime, poiché dietro il loro silenzio si nasconde il timore per la verità e la giustizia. Ho visto i traumi dei carnefici. Al solo pensiero, ne provo vergogna. Come vittima, non so se ho il diritto di commuovermi per la loro sofferenza, di cui sono gli unici responsabili’.
Come scrisse Alain: ’Per gli uomini, donne e bambini che siamo andati a trovare, sia vittime che carnefici, il tempo si era fermato. La parola aveva quindi ancora la sua immediatezza. Mentre loro si confidavano a Yolande, io e la mia Hasselblad, era come se non esistessimo. È grazie a lei, alla sua presenza di sopravvissuta, che sono riuscito a mettermi di fronte al genocidio; lei mi ha invitato a sentire le profonde ferite della disperazione, la sofferenza di ogni istante, il dolore di aver perso tutto ciò che si amava, il senso di colpa per essere rimasto in vita.’
Il libro sul nostro sito al 60% di sconto, “Per conoscere, sapere, ricordare. Fare memoria. Per imparare da Yolande il coraggio di… portare la vita.” la Meridiana mette sul sito al 60% di sconto “Le ferite del silenzio”

fonte: ufficio stampa la meridiana

segnalato da: Francesca

Nuove tappe per i monologhi di “Ferite a morte”(di Serena Dandini).

Il tour internazionale, dopo le tappe a New York presso la sede ONU, dove lo spettacolo è stato scelto per celebrare il 25 novembre scorso la giornata internazionale contro la violenza alle donne, a Washington presso OAS (Organizzazione degli Stati americani), ripartirà dal Lussemburgo, il 24 marzo alle ore 20, presso il Conservatorio de la Ville de Luxembourg grazie all’iniziativa congiunta della Libreria Italiana di Lussemburgo, della onlus Time for Equality e  con il patrocinio dell’Ambasciata italiana a Lussemburgo e dell’Istituto Italiano di Cultura. Docenti universitarie, libere professioniste, attrici e pubblici funzionari donne daranno voce ai monologhi di “Ferite a morte”.

Lo spettacolo approderà poi al “Palais des Nations” di Ginevra il 26 marzo 2014 con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo e sarà recitato in francese, inglese, italiano. Sul palco Carla Del Ponte (ex Procuratore Capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia dal 1999 al 2007, ora membro della commissione internazionale indipendente d’inchiesta per la Siria sotto l’egida del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU), Cècile Kyenge (portavoce nazionale della rete Primo Marzo), Fabiola Gianotti (fisica e ricercatrice presso il CERN di Ginevra). Lo spettacolo verà mandato in streaming sul sito dell’Onu e su www.feriteamorte.it (dove si possono trovare ulteriori indicazioni, tra le quali modalità di prenotazione ed altre tappe previste).

Francesca

“Intervita” per le donne

10/03/2014

Termina oggi la campagna promossa da Intervita ONLUS (organizzazione senza fine di lucro che opera in Italia, Asia, America Latina, Africa a supporto dell’infanzia, delle donne e delle comunità locali) per il sostegno e la realizzazione di sportelli di accoglienza per le vittime di violenza nel Pronto Soccorso di aziende ospedaliere italiane. Per chi volesse, è possibile donare 2 euro inviando un sms al 45508 da cellulari Tim, Vodafone, Wind,Tre, Poste mobile, Coopvoce, Noverca, Telecom, Infostrada, Fastweb, Teletu, TWT.

Dal 14 febbraio all’8 marzo, inoltre, Intervita ha presentato, nelle piazze di 14 capoluoghi italiani, i risultati di  un’indagine condotta dalla ONG sui costi economici e sociali della violenza contro le donne in Italia, dal titolo “Quanto costa il silenzio?”, accompagnata da incontri con istituzioni e associazioni locali per un confronto sulle buone pratiche di intervento e l’individuazione di misure concrete per il contrasto alla violenza di genere.

L’ indagine di Intervita, che ha visto la partecipazione di economisti, demografi, sociologi, ricercatori afferenti a diverse università,  istituti di ricerca ed aziende italiane (Università Bocconi, Università Cattolica di Piacenza, Università della Calabria, Università di Padova, Università di Sassari, Cnr, Ipsos, Istat ), è la prima indagine in Italia di questo tipo e poggia su due considerazioni:  la prima, preliminare, è che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti della persona e come tale va combattuta e che l’intervento pubblico per contrastarla, costi economici a parte, trova una sua intrinseca giustificazione in ragioni di ordine umano, civile e sociale, la seconda considerazione, invece, è di ordine economico e si basa sulla valutazione della necessità di un aumento della spesa in prevenzione (attualmente  6,3 milioni di Euro) per ottenere un netto risparmio rispetto a quanto il sistema pubblico spende una volta che la violenza è stata attuata (ad oggi quasi 17 miliardi di euro) .  Lo studio, presentato alla conferenza stampa del 21 novembre 2013 a Roma e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità,  porta alla ribalta le cifre di un fenomeno  strutturale che in Italia ha raggiunto dimensioni tali da essere considerato emergenza sociale:  1.773.324.085 € i “costi monetari diretti ” (costi sanitari, di consulenza psicologica e farmaci, costi giudiziari, per le spese legali e per l’ordine pubblico, costi dei servizi sociali dei comuni e dei centri antiviolenza), 604.103.835 € gli “effetti moltiplicatori economici” (costi del lavoro per mancata produttività, include i costi che il datore di lavoro deve sostenere per la malattia, sostituzione e selezione di un sostituto della vittima, il costo per lo stato, derivante dalla diminuita capacità retributiva di chi ha subito violenza e per la collettività in generale decurtata degli output del lavoro delle donne), 14.342.112.410 € i “costi non monetari ed effetti moltiplicatori sociali” (costi derivanti dai danni emotivi ed esistenziali arrecati alla persona), per un totale di 16.7 miliardi di Euro.

Infine,  in assenza di una definizione unica e condivisa di “violenza contro le donne”, Intervita adotta e  riporta quella che compare nella Convenzione di Istambul (varata dal Consiglio d’Europa l’11 maggio 2011 per l’eliminazione della violenza contro le donne in area europea): “ una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata”.

Francesca

Campagna “Riconosci la voiolenza”

La campagna “Riconosci la violenza”, visibile sul sito http://www.riconoscilaviolenza.it e liberamente scaricabile da chiunque la voglia condividere e diffondere (con l’unico divieto di utilizzo a scopi commerciali e di modifica dell’impostazione creativa) , è nata grazie al lavoro dell’allora deputata Paola Concia, attiva sul fronte dei diritti delle donne, di omosessuali e transessuali, di Alessandra Bocchetti, saggista femminista, dal ’97 al 2000 responsabile Gruppo Cultura nella Commissione Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio e di Eliana Frosali, copywriter presso l’agenzia pubblicitaria Saatchi&Saatchi di Roma,  che ne ha curato la traduzione in linguaggio pubblicitario.

La campagna , che consiste in sette consigli utili per prevenire e contrastare la violenza, è corredate da sette immagini alle quali prestano il volto sette ragazze allieve dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrate di Roma: lanciata nel 2010, è stata subito ospitata dall’Unità, allora diretta da Concita De Gregorio, che ha esposto le immagini per tutto il mese di marzo,  ciascuna sostenuta da uno sponsor (tra cui figurano Coop, Feltrinelli, Ikea, Tiscali, Unicredit, Dove, Sellerio) e dal Secolo d’Italia diretto da Flavia Perina. Altre realtà di rilevo economico nazionale sono disponibili ad ospitarla: Enel, Ferrovie dello Stato, Sky, Discovery Channel.

Nel 2013 la campagna è stata inserita dall’Onu in un documento sulle buone pratiche da diffondere a livello mondiale per la prevenzione della violenza contro le donne:  la versione spagnola è già stata diffusa dalle Pari Opportunità del Messico in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne  (25 novembre) ed adottata dagli omonimi ministeri di Germania, Polonia,  Grecia e Italia, che l’ha lanciata su tutto il territorio nazionale attraverso vari canali (stampa, affissione, tv e web) ad opera di soggetti  istituzionali o del Terzo Settore.

Francesca