Cosa resta della sinistra in un mondo globalizzato

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E’ il sottotitolo del libro “Post sinistra” che lo storico e sociologo Marco Revelli ha presentato a Genova al Teatro Modena il 28 aprile scorso.

Partendo da una rilettura dei teorici della fine della destra e della sinistra (distinzione che si radica nel settecento francese e nella nascita del moderno in politica) a partire da una medesima idea di progresso economico e tecnico, produttore di diseguaglianze e denunciando l’assenza di uno scenario politico di sinistra, Revelli approda alla conclusione del venir meno del concetto stesso di politica come possibilità di costruire autonomamente un ordine che si ritiene giusto (nello specifico della sinistra ordine inteso come uguaglianza, giustizia sociale, emancipazione) e della presenza, invece,  di un “pilota automatico” come metodo attuale di gestione politica incentrato sulla canalizzazione dell’azione politica entro gli schemi del modello neoliberista. Nonostante una configurazione politica europea  fatta di larghe intese (cinque guidate dal centro sinistra e cinque guidate dal centro destra) e famiglie politiche (nazionalisti e socialdemocratici – socialisti), Revelli illustra un quadro di recessione nell’esercizio della sovranità, che ha come causa, da un alto, la rottura del meccanismo di rappresentanza e dall’altro la definizione delle linee fondamentali della politica da parte dei mercati e di altri centri decisionali, al di fuori comunque dello spazio della cittadinanza.

Francesca

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